8 ottobre 2008

tutto qui?

Sandro Veronesi: Gli sfiorati
Mondadori 2001

l'ho letto, l'ho finito di leggere, gli sfiorati. mi ha ricordato dürrenmatt. no, no, calma, precisiamo: mi ha ricordato l'esperienza che ho avuto con dürrenmatt, nel senso che mi avevano detto che faceva ridere e invece non fa ridere. veronesi qualcuno mi aveva detto - o io avevo intuito - che era cattivo, e invece non è cattivo per niente. peccato, perchè me l'ero creduta bene bene.
veronesi è buonissimo, pulito, disegna delle traiettorie niitide, che sai dove vanno a parare perchè naturalmente ha provveduto anche a pulire l'aria con qualche filtro, prima. allora stai col naso per aria a guardare tutte queste scie che si intrecciano, ma solo apparentemente, perchè ognuna ha il suo bravo colore distinto, come le frecce tricolori in una mattinata tersa di gennaio. e lo vedi, che fa veronesi, su di me? mi fa scrivere cose come "tersa", potrei iniziare a odiarlo sul serio.
mète è il ragazzino genio e regolatezza che popola bene o male tutti i "romanzi" (raffaele la capria ha ragione) italiani: profondo, disponibile, estremamente sensibile, un ribollente padellone di buon senso e buone qualità. le ragazze gli vanno dietro, cadono letteramente ai suoi piedi, lui tenta di trovare in loro qualche sollievo, ma sono tutte delle stronze cattivone che mettono in luce il suo lato peggiore, e il santone non vuole. è un vincente, anche nella rinuncia, che affronta con fronte di james dean, con mascella di marlon brando, girovagando per una roma appena uscita viva dagli anni '80, gli anni '80 di chicco della terza c, gli anni '80 di enzo braschi paninaro, e delle care e vecchie emozioni nazional-popolari vomitate da una televisione nazional-popolare. e tutto, bene o male, intorno a lui, ha questa patina di candore al pvc: belinda è la ragazza di cui si innamora in maniera totale, come solo a sedici anni; bruno il migliore amico che tutti ci caghiamo addosso di perdere, sempre a sedici anni.
già, perchè c'è puzza di pubertà, in questo romanzo, puzza di quella pubertà mistificata e rovinata da gente come de carlo, come brizzi. la pubertà puberale, assoluta, fatta di innocenza e sensazione di unicità.
mète si innamora di belinda. fin qui... belinda è la sua sorellastra, per inserire nel racconto un elemento morale da dibattere per trecento e passa pagine, fino alla biscottata finale. mète crede e ci fa credere per tutto il libro che nessuno è mai stato innamorato come lui, che nessuna è bella come belinda, che nessuno è sfortunato come lui. come a sedici anni, di nuovo: uguale. anch'io mi sono innamorato, a sedici anni, e forse in quel momento, spinto da ormoni e respinto da respinte, in queste due forze uguali e contrarie ho cominciato a scrivere. veronesi è andato avanti, a quanto pare, ma si è tenuto dentro questo romanzo di sfogo in cui alla fine l'ha vinta, e come un eroe di de carlo, nonostante questo viene assunto a un livello morale ben superiore di questo: mète diventa saggio, diventa un demiurgo che dall'alto della chiavarella con sua sorellastra, può permettersi di essere punto di riferimento.
tutto questo in una geografia pulitissima, di nuovo: in cui ogni elemento è perfettamente funzionale alla narrazione (il gatto malato, damiano, il malocchio, la puttana strabica, la grafologia, vero tormento di tutto il libro, le filippine), e come quando cade una fetta di pane con la nutella, sappiamo già come e dove cadrà (sul tappeto buono o sulla maglietta bianca, dalla parte della nutella). come in una serie di fiction, ogni personaggio ha il suo posto, e arriva puntuale il momento in cui il narratore si chiede con noi "ma dove avevamo lasciato xxx?" ed ecco che xxx o yyy spuntano, a fornire a mète altri elementi di catarsi morale e spirituale per poter poi diventare robinson crusoe.
 
eppure, nonostante questo, ho letto questo libro in meno di una settimana, restando sveglio per arrivare alla fine del capoverso del paragrafo del capitolo del libro. perchè non è scritto malissimo, nonostante il buonismo, nonostante il sorriso un po' ritardato che stende su tutta la narrazione.

i pessimi momenti:
- la descrizione degli effetti della prima canna (di nuovo sedicennismo)
- la sfuriata di bruno venduto/fighetto, con conseguente riparazione della trama al danno
- il protagonismo di veronesi/mète: io vivo/gli altri sono sfiorati.
- il finale (i finali)
- la radio vaticana durante l'incesto
- tutte le inserzioni musicali, con citazioni di gruppi fatti cadere lì al solo scopo di dimostrare di conoscerne il nome (di nuovo sedicennismo)

i buoni momenti:
- le prime venticinque/trenta pagine, con i ruolo del narratore a commentare, a riempire gli spazi temporali. dava da sperare bene, sembrava potesse essere un elemento di dis-continuità ottimo all'interno della narrazione. invece no.
- basta. ho guardato il soffito per tre/quattro minuti e non ho trovato nient'altro.

(e questa l'ho scritta nel 2002)

1 agosto 2008

E non rompete sempre li cojoni...

E bravi, bravi, i miei giovini apprendisti (e con questo non voglio autodichiararmi vostro maestro) che prima rispondono ai test di maispeis e poi, quatti quatti si scambiano dolcezze tra le lamentele. E bravo a (cane) che non poteva non abboccare alle risposte che DOVEVO dare su alcune tra le domandine-sibilline di maispeis.
Ebbene visto che volemo litigà, che mentre voi ve tajate a parlare di musica io devo cercare di occuparmene tra un culetto sozzo di merda, una notte insonne e l'alienazione da esule cretino e contento, e visto che c'avete tempo mo' un paio di chiarimenti non ce li leva nessuno.
Primo, nel prediligere i R.E.M. ai “Densi” Radiohead ho semplicemente applicato la regola di scegliere, nel dubbio, la musica più divertente: questo perché, mi sembrava, il criterio di fondo adottato fosse quello.
D'altra parte se il metro usato è quello della “cazzo di risata” ad ogni testa a testa, non ho visto ragione per tanta diplomazia verso i Radiohead, specie se in competizione coi R.E.M. che quanto a “cazzo di risata” gli fanno un culo così, O MI SBAGLIOOO???
Secondo, ho ammesso, sanza timor alcuno che i Radiohead facevano musica migliore e per migliore potremmo, volendo, intendere proprio quell'aggettivo: “Densi”, che mi è tanto piaciuto nel leggere le lamentele.
Ma, a questo punto, punto sul vivo (e perdonatemi la tautologia linguistica), vado oltre e dico cose.
Perché difendo così tanto un gruppo che non è nemmeno nella mia top five come i R.E.M.?
Che motivo ho di farlo sopratutto quando, in un questionario demente, se la giocano con i Radiohead?
La risposta è NESSUNO.
Nessuno dei due gruppi mi ha cambiato la vita ed entrambi mi hanno allietato (di più i R.E.M.) non più di qualche giornata ma il discorso qui prende una piega che ritengo giusto spiegare.
I R.E.M. vincono, ai miei occhi, non in grazia della loro maggiore fruibilità, né per il fatto che sono più divertenti (cosa facile in un confronto coi Radiohead) nell'accezione ludico-musicale del termine. E dico questo, perché sappiamo esserci persone capaci di divertirsi DAVVERO coi Radiohead o con gli stessi Depeche Mode esattamente come il sottoscritto coi Clash o coi Sonics e compagnia cantando.
La superiorità è data dall'eleganza, dalla raffinatezza e dalla SEMPLICITA' con cui Stipe, Buck (che è un chitarrista ESTREMAMENTE concettoso, proprio come, guarda caso, Greenwood o, per capirci, The Edge ma meno effettoso) e compari riescono a parlare anche di cose complicate.
Credo le due band siano straordinariamente più assimilabili l'una all'altra di quanto si creda: se posso ipotizzare ascolti di musica stramba e avanguardista per Thom Yorke, posso riuscire a farlo anche per Michael Stipe, che è uno che ha letto, ha studiato, ha capito, quanto l'albionico suo antagonista, e vince bene, c'è poco da fare per me.
La ricerca testuale di Stipe non è mistero per niuno caro (cane) e se a questo non ha corrisposto un'eguale complessità musicale per me è solo un pregio perché questa è musica POP, e il POPolo ama la semplicità.
PER QUESTO, (CANE), I RADIOHEAD LI ASCOLTI COSI' POCO.
Certo, i Radiohead sono grandi: fanno cantare tutto un pubblico anche in mezzo a quegli strati e strati e strati di tensione, menzionati nella lamentele, ma senza nessuno che gli dica “SONA PORCOIDDENAAAAAAA”e dunque, per loro, è più facile.
PER QUESTO, (CANE), I RADIOHEAD LI ASCOLTI COSI' POCO.
Perché preferisco i R.E.M.? Perché mi illudono di suonare per me mentre sono certo che i Radiohead suonino per esprimersi, per se stessi, per dirci semplicemente dove sono arrivati; perché i Radiohead sono veri artisti e i R.E.M. provetti e raffinati artigiani.
PER QUESTO, (CANE), I RADIOHEAD LI ASCOLTI COSI' POCO.
In fondo una parte di te, con loro, si rompe i coglioni. Se li rompe nonostante l'ammirazione sconfinata che nutre per loro (come me); se li rompe nonostante la loro genialità; se li rompe nonostante siano talmente fichi da non avere bisogno di etichette, perché internet e bla bla bla....
Perché, miei dolci, sfuggire alla propria natura?
Perché siamo variegati didentro? Perché siamo variegati didietro (come il gibbone)?
Perché QUALCUNO è già a lavoro alle 6.30 e NON sta ascoltando i Radiohead?
Perché il pepe al culo serve, miei tesori e perché, scusa (cane), ma non sono sicuro che i Radiohead non vogliano essere un gruppo rock'n'roll; sicuramente non vogliono essere “Rock” ma questo nemmeno noi lo vogliamo. In fondo, allora mi chiedo, gli stessi R.E.M., che, sono una rock'n'roll band? Sì certo, ma anche no. Se fai mente locale, vedrai che tanta stampa musicale dell'epoca li etichettò come la risposta americana agli U2 e forse è con loro che andava fatto il testa a testa (e lì chi faresti vincere mio ministro della propaganda preferito?), non con i Radiohead che hanno il vantaggio di aver potuto scegliere di NON essere come i R.E.M. semplicemente perché vengono dopo. Insomma qui si tratta di un regolamento di conti nella storia del Pop, non del Rock'n'Roll: il paragone calzava ma i tempi no, il vostro criterio di scelta era chiaro e limpido, nonchè condivisibile e dunque, le jeux son fait: R.E.M., era semplice.

Una chiosa me la permetto. Sì, miei splendidi, mie furie anarco-musicistiche che siete Punk proprio perché dite cose anti-Punk, perché avete capito che il punk è, certo, ribellione, incazzatura, chitarre imperfette, tre accordi pallalungaepedalare ma anche tenerezza, nessuna paura di essere fragili e persi perché il punk innazitutto fa male a se stesso e poi, solo poi ed eventualmente, agli altri.
Così nel vostro parlare antipunk fate male a voi stessi, negate voi stessi. E da veri punk quali siete non scegliete (perché un Punk c'ha problemi, non soluzioni e canta di quelli e non di queste) quando si tratta di Radiohead o R.E.M.: un punk non sceglie ma, più saggiamente, se ne fotte.
Detto questo da dove viene il Punk? Dal rock'n'roll, ricordate, Elvis, Little Richard, Eddie Cochran... E DUNQUE AVRESTE DOVUTO FAR VINCERE I R.E.M. PUNTO!!!!

Vi taccio di incoerenza ma, come dice Achille Campanile: ”Ci sono regole piene di eccezioni: sono confermatissime...”, perciò dopo avervi tacciato, vi abbraccio E VENITEME A TROVA' LI MORTACCI VOSTRA!
Semper vostrum
il cuoco

P.S. Quanto ai Pink Floyd hai ragione tu, ho detto una cazzata o meglio mi sono espresso a cazzo.
Che vuoi farci, anche questo è un retaggio di tempi che furono, quando c'erano i VERI Pink Floyd (di Barrett), i VERI Black Sabbath (di Ozzy e non di quel coglione di Dio), i veri Duran Duran (non quella scopiazzatura dei Power Station) etc. etc. etc. gli anni '80 sono stati un vero inferno, beato te che nel 1989 c'avevi 10 anni. In fondo che senso ha difendere i Pink Floyd, è come difendere, che ne so, i Popol Vuh, ma chi se li incula i Popol Vuh.....

P.P.S. occhio, (cane), a come parli degli UK Subs, ti tengo d'occhio...

30 luglio 2008

ed ecco puntuale la glossa pedante

Voi pensavate che di fronte a una cosa banale e superficiale come un test su maispeis avrei potuto trattenermi dall’essere pedante? Credevate che avrei concluso che non ne valesse la pena? Ritenevate che avrei chiuso per eccesso di ribasso di fronte a una cosa peciona tipo Beatles o Rolling Stones? Beh, amici: non avete capito un cazzo.

Ecco dunque un paio di osservazioni del tutto personali sull’intervento di cuoco, cosa che tra l’altro mi riempie d’amore e d’ormone, perché se c’era un motivo (o uno dei principali) per cui avevo pensato a questo blog è proprio LITIGARE.
Vabbè, discutere.

R.E.M. (cane), cazzo, devi dire R.E.M.!!! Non puoi menarla cò ‘sta storia della musica divertente e piripì e parapà e poi mi cadi qui. R.E.M. perchè non hanno mai speculato sui bassi istinti di nessuno.

Caro cuoco, tu hai ragione, mica no. I Radiohead sanno spesso essere un dito in culo e non sono immuni da critiche di speculazione. Oggettivamente, due tra le loro canzoni più brutte (e non a caso più conosciute), sarebbe a dire Creep e Street spirit, sono due canzoni che potrebbero un po’ costituire l’equivalente del film per mamme del pomeriggio di Canale 5 (o almeno del pomeriggio di Canale 5 fino al 1999, anno in cui ho iniziato a non guardare più la tv), quella roba tipo [Metti titolo qui] nella culla, o [Metti titolo qui] in corsia.
Piangi, piangi, dice alla mamma Canale 5 – o Creep, o Street spirit – che le lacrime fanno bene e hai visto mai che recuperi un po’ di contatto con le tue sensazioni più sepolte. Benché io voglia loro bene come a degli zii un po’ frou frou, i Radiohead sono un gruppo che mi divertirei pure a bersagliare di feci, se non fossero così maledettamente geniali. Andiamo: da OK Computer in poi non hanno sbagliato un disco, hanno sempre avuto una scrittura efficacissima e adesso sono ancora meglio e SI FA PURE FATICA A CREDERCI, e riescono ad essere intensi ma mai (o rarissimamente, negli episodi meno riusciti) melensi; ma poi c’è la faccenda di non mettere spot su MTV, e poi c’è la faccenda di tutto l’apparato grafico e “politico” in senso lato, e poi c’è la faccenda di essere delle macchine discografiche perfette, sia nel senso che i loro dischi fanno un uso dello studio e della produzione come strumento e sono davvero i degni eredi di Sgt. Pepper’s (che musicalmente parlando non sarà nemmeno il disco migliore dei Beatles, ma dal punto di vista della produzione o del concetto SI', cazzo), sia nel senso che a una certa hanno pure rinunciato alla casa discografica andando in culo (e facendo finalmente scoprire l’acqua calda) a mezzo mondo. Loro, i Radiohead, sono di Oxford, sono anni che studiano e vogliono insegnarti qualcosa, anche se devono un po’ piagne per dirtela.
I R.E.M.? I R.E.M. sono americani, come facciamo a fare un paragone? Sono cresciuti praticamente in mezzo al nulla nella Georgia e stanno in fissa coi Byrds. I Byrds, capito? Il jingle-jangle del mr. Tamburino e del suo inventore. He was a friend of mine e – tutto sommato – le cannette. E poi hanno iniziato 10 anni prima, e mentre tutti alzavano il volume a tutta callara, loro INVECE NO
– che poi è lo stesso motivo per cui rispetto di più i Dire Straits dei, che ne so, UK Subs. E allora vai con il canale pulito del Twin e la Rickenbacker a 12 corde, mo' ve famo vede.
Loro, attraversando
– anche un po’ a cazzo di cane – gli anni ’80, hanno dovuto tenere botta in mezzo a sgallettate e reppatari e assoli formidabili.
Loro, i R.E.M. sono americani e devono aspettare a lungo
– o inventarsi qualcosa – per potersi finalmente prendere una sbronza come si deve. Hanno un modo diverso di concepire il divertimento da ragazzetti, e non hanno l'OCEANO tra loro e Little Richard (e divin bambino Gesù, non hanno avuto Clapton).Loro, i R.E.M., ormai sono la storia (o nella storia, meglio) del rock and roll, mentre i Radiohead no, anche se sono destinati a entrarci a breve.
Ecco perché NON POSSO scegliere tra Radiohead e R.E.M. Anche se adesso come adesso dovessi portarmi un disco solo nella famosa isola deserta (che a 'sto punto è un’isola bellissima piena di scheletri e di dischi degli altri) mi porto appresso uno a scelta tra Murmur e Reckoning. Se canta mejo, è tutta n’antra storia.

[…] i veri Pink Floyd (quelli di quel fulminato di Barrett) per quanto buoni hanno scritto meno pezzi buoni, anche dei primissimi WHO.

Caro cuoco, stella polare dei miei polsi rotti, mia spilletta della rivoluzione: anche qui, permettimi un appunto. Secondo la mia modesta opinione di Rompicoglioni™, questa cosa dei VERI Pink Floyd di Syd Barrett in opposizione ai FALSI Pink Floyd apostati ed eretici di Roger Waters (o, dio ce ne scampi, di quella vecchia zitella di David Gilmour), è un po’ un mito da sfatare. Andrò ora ad illustrare la mia tesi.
Ti ricordi che qualche mese fa parlavamo di Björk, io e te? E come se non bastasse ne scrissi anche sul blogghe? Ricapitoliamo.

Il teorema che formulai per Björk è quello per cui se nella tua carriera hai fatto 10 dischi e, di questi, 6 mi rompono il cazzo (cioè la metà più uno), allora: TU, aritmeticamente, mi rompi il cazzo, quod erat demonstradum. Al massimo, pe' esse boni, posso dire che Björk è una che mi rompe il cazzo ma che ha fatto delle cose valide, o piacevoli; che, per beneficio dei nostri 7 lettori, sono Debut, Post e Homogenic. E BASTA: parlate con chiunque, vi dirà che i dischi successivi sono una palla, anzi no: parlate con qualcuno di SINCERO e che non intenda fare il figo dicendo che Sì, a me è piaciuto. Stronzate, è come farsi piacere la roba che fa quello spostato di suo marito: è roba SPERIMENTALE, al massimo si CAPISCE, non si GRADISCE, è fatta APPOSTA. Oh, daje.
Applicando il teorema di Björk ai benemeriti Pink Floyd, la dimostrazione è ancora più evidente. Siamo tutti d’accordo che l’UNICO disco valido dei Pink Floyd sia The piper at the gates of dawn e che tutto il resto sia fuffa ridicola, pomposa e autoreferenziale, quando non materiale di scarto messo insieme in attesa che l’ispirazione arrivasse, come alla fermata dell’autobus. Tuttavia, se in una discografia di 14 e non dico 12 e non dico 13 dico 14 siori 14 album, se ne salva uno solo, è troppo facile sottolineare che in pratica i Pink Floyd sono un gruppo truffa, degno dei peggiori Doors.
Ma non solo. Quando Barrett ha fuso la testata, i Pink Floyd, come gruppo, non hanno sostituito l’elemento con un altro che potesse essere in grado di proseguire il discorso. No, hanno solo preso un chitarrista bravo a fare gli assoli, fottendosene della sostituibilità. Certo, a volte lo stesso meccanismo ha portato a grandi botte di culo (pensate a cosa sarebbe successo ai Rolling Stones se Brian Jones non fosse schioppato: avoja a pipponi tipo Their Satanic Majesties Request, il disco più INVIDIOSO della storia), però è anche vero che al di là delle folle oceaniche (che poi che c’entra, le folle oceaniche le fa anche Vascorossi: che, è un grande artista, Vascorossi?) tutti: critici, fan affezionati, giornalisti e radiatoristi hanno SEMPRE sostenuto che Eeh, quando c’era Barrett era un’altra cosa.
Benissimo, ci stiamo arrivando: se un gruppo non lo capisce, che sta facendo minchiate, è un gruppo che ha perso l’ispirazione, che ha perso la direzione (e che è destinato a morire a breve, come la MOSTRUOSA ultima formazione apocrifa dei Clash) o, al contrario, un gruppo che NON CAPISCE LA MUSICA, perché in primo luogo non è capace di capire la propria. Un gruppo che non è in grado di ascoltarsi e giudicarsi oggettivamente (e questo si era capito, basta ascoltare Atom Heart Mother), di mettersi dei limiti e di capire quando la frittata è fatta, è un gruppo un po’ del cazzo, diciamoci la verità, e non la puoi sempre buttare a assoli e laser, su: alla lunga scocci, e infatti così è stato.
Dunque, VISTI GLI ATTI E SENTITE LE PARTI, è ovvio che un gruppo come i Pink Floyd, proprio a ben guardare, non ha vita propria, ma solo alla luce di questo leggendario primo disco (che come molte cose, a me non piace ma rispetto) che però non si è mai ripetuto, contravvenendo perlopiù alla Prima Legge dei rompicoglioni come me: Hai fatto un disco bello? Bene: MO’ FANNE UN ALTRO. Quod erat demonstrandum, aridaje.

29 luglio 2008

Question time revisited

Giusto perché sto rosicando che avvengono questi simposi, magari IN CASA MIA, con questi question time demenziali rubati a quel crogiolo di depravazione culturale che è maispeis, in presenza di Valerione e (cane) che tra un banchetto e l'altro di dischi, invece di venire a trovare me in trinacria, perdono tempo co'stè cazzate, dicevo, giusto perché sto rosicando, vi invio le mie risposte personali con i miei saluti più calorosi.
E VENITEME A TROVA' MORTACCIVOSTRA!!!
Beatles o Rolling Stones?Io so' n'omo all'antica: mi tocca scegliere ppe' forza, non sono di queste generazioni bi-partisan che girano adesso. all'epeca dire Beatles e dire Rolling Stones, significava una diversa concezione della vita e della società - sì lo so che è tutto un fraintendimento e che i figli del proletariato inglese erano i Beatles ma in finale 'sti cazzi: le icone sono icone ed il tempo le rende intoccabili, se così non fosse ci saremmo liberati del papa molto tempo fa - e dunque ai fighetti i Beatles e agli sfigati un po' maneschi gli Stones.
Nel tempo ho imparato ad amare alla follia gli "scarafaggi" e a riconoscerne la superiorità compositiva sugli Stones però:
a) non hanno scritto né No expectations, né Wild Horses, né Street fighting man
b) non "sono" Keith Richards
c) piacciono troppo alla nostra classe politica
d) dire che ami i beatles purtroppo, per la loro estrema diffusione, non vuol dire sempre capirci di musica (non sto parlando di te (cane))
Insomma Beatles o Rolling Stones? Boni entrambi ma Stones tutta la vita!!!
Bob Dylan o Johnny Cash?Johnny Cash, è fuori discussione. Dylan mi prende sempre alla sprovvista e mi porta via ma solo QUANDO VUOLE LUI, Cash mi accompagna mentre attraverso l'apocalisse quotidiana e gli inferi del mondo di superficie.
È un compagno discreto, Johnny Cash, ma non puoi fare a meno di sapere che è con te e non puoi fare a meno di sentirti rassicurato dalla sua presenza. Non me ne frega niente che ha fatto cose meno belle di Dylan, non mi interessa il fatto che nella penetrazione delle umane cose sia inferiore al suo figlio adottivo, ascoltare la voce di Johnny Cash è come ascoltare la voce di dio, un dio mai così vicino e simpatico.
Credo sia una questione di rapporto instaurato col personaggio più che con la musica, ma se la mente dovesse per un attimo dire "Dylan", subito il cuore, le viscere e lo stomaco direbbero "Johnny Cash, CAZZO!"

Jimi Hendrix o The Doors?
Non scherziamo: io sono FROCIO per Hendrix... I Doors, tzè...

Tom Waits o Nick Cave?
Per quanto la disfida sia, come giustamente fa notare (cane), tra un genio e un grande musicista\paroliere e, nonostante la mia preferenza vada al buon vecchio Tom, voglio chiarire una cosa: è una vittoria ai punti, non un KO.

Sex Pistols o The Stooges?
Secondo me non sono compatibili, non è una sfida sensata, non è lo stesso ring: uno è un sedicente gruppo punk, l'altro un gruppo punk troppo antico per essere punk, senonchè negli U.S.A. il termine punk veniva usato anche per apostrofare un Bruce Springsteen adolescente e capellone...
Vabbè, the Stooges: la loro musica è troppo migliore!!
Depeche Mode o The Police?Attinenti l'uno con l'altro come il guanciale con il profiterol. Bah, cosa volete che vi dica, che quel trombone baritonale del cantante dei depeche mode mi fa inumidire le mutandine?!?
Beh non è così. Con i Police si balla, coi Depeche Mode a parte fingere di essere sexy per rimorchiare al Black-out cosa si può fare?

The Cure o The Smiths?
Mi rompono il cazzo solennemente entrambi. È vero Johnny Marr è un grande e sottovalutato ma anche io lo sono e su di me non si fanno questionari cazzoidi su maispeis.
adano a fare in culo tutti e due.

Iron Maiden o Metallica?
Come chiedere ad una persona se preferisce andare a una festa o a vedere il filmino del funerale del cane...
Sonic Youth o Nirvana?Li conosco entrambi ma m'arimbarzano; non mi sono serviti: innecessari. Comunque, data la domanda, la mia risposta è, a prescindere: MUDHONEY!!!

REM o Radiohead?
R.E.M. (cane), cazzo, devi dire R.E.M.!!! Non puoi menarla cò 'sta storia della musica divertente e piripì e parapà e poi mi cadi qui. R.E.M. perchè non hanno mai speculato sui bassi istinti di nessuno.
Vale per loro lo stesso discorso fatto per Beatles e Stones: i RADIOHEAD fanno musica migliore ma non è sempre della musica migliore che abbiamo bisogno, pensa a me che ascolto the Oblivians...
The Strokes o The White stripes?Jack White ha ascoltato Robert Johnson, Julian Casablancas credo non vada più in là di Shanya Twain, ergo...
Led Zeppelin o Black Sabbath?Gli Zep erano dei mezzi fasci - i Sabbath dei buontemponi.
Gli Zep erano belli e rimorchiosi - i Sabbath brutti e maleodoranti.
Gli Zep erano bravi a suonare - i Sabbath erano pure handicapaci.
VIVA I BLACK SABBATH.
E VIVA IL DEMONIO!!!
King Crimson o Soft MachineI SONICS PERLAMADONNA!!!

Pink Floyd o The Who?
The WHO, perché a forza di veder suonare dappertutto cover bands dei Pink Floyd viene voglia di andare a casa di David Gilmour a fare un remake di Arancia meccanica con SUA moglie.
E poi perché i veri Pink Floyd (quelli di quel fulminato di Barrett) per quanto buoni hanno scritto meno pezzi buoni, anche dei primissimi WHO.

Gino Paoli o Luigi Tenco?
Fred Buscaglione

Rino Gaetano o Le Luci Della Centrale Elettrica?
Fred Buscaglione.

Diaframma o CCCP Fedeli Alla Linea?
CCCP, perché anche se Lindo Ferretti si è giocato la cucuzza appresso a Dossetti, la LORO Padania è talmente inquietante per essere quella di vent'anni fa da somigliare a quella di oggi: c'avevano visto lungo e bene. E poi, nel tetro panorama italico dell'epoca furono qualcosa di diverso e genuinamente ironico. Non come i C.S.I. che si prendevano terribilmente sul serio ed erano amiconi di quell'altro trombone di Battiato. Detto questo, anche qui è una vittoria ai punti, non un KO.
Lucio Dalla o Francesco De Gregori?Ma Alvaro Amici niente???
Fabrizio De André o Georges Brassens?Brassens non lo conosco ma anche se lo conoscessi direi comunque De Andrè.

Afterhours o Baustelle?
LA MORTE.

Elio E Le Storie Tese o Skiantos?
Forse mi volevi più cattivo, più deciso e più aggressivo, però oggi ho trovato il giusto tono: sono buono, sono buono; mi piacciono le bibite e i gelati; mi piacciono le bibite ghiacciate; i gelati io li mangio solo in cono: sono buono, sono buono.
Elio e le storie tese.... tzè...

Patti Smith o Television?
Patti Smith, che domande!!!
Blondie o Cars?Però Debbie Harry bella gnocca....

Pere Ubu o The Residents?
I SONICS PERLAMADONNA!!!!

Japan o Ultravox?
TELEFUNKEN!!!!

Joy Division o Bauhaus?
E perchè non... LA MORTE?

Wire o New Order?
I SONICS PERLAMADONNAAAA!!!

Suicide o Devo?
Dai, i Suicide non erano male, sembravano un incubo futuristico dei '50 in pieni '70, vabbè comunque niente di che.
Einsturzende Neubauten o Cabaret Voltaire?Beh, allora DIE TOTEN HOSEN!!!

My Bloody Valentine o Slowdive?
'na pizza ar quattrooo...
Smashing Pumpkins o Blonde Redhead?un po' di... LA MORTE.
Massive Attack o Portishead?oohh una volta tanto tutti e due, perché mi piacciono ma non me ne cale un bel caz' di entrambi.

QUEEN O GUNS 'N ROSES?
Nooooooooo e perché non i Motley Crue o, che ne so, I Poison, o, boh,i Bon Jovi?
ma voi ve li ricordate i comesechiama.. i... i cosi... ah sì i Mister Big???
eh, gli anni '80, palette a punta, capelli cotonati e fica tanta...

PRINCE O MICHAEL JACKSON?
Prince, ovvio. Perché è un essere umano come me e perché ha scopato mooolto più di quell'altro e poi non ha passato la vita a rovinarsi la vita...
KORN O DEFTONES?Questa è la robba dei ggiovani.
A me me sembrano entrambi dei fintoni ridicoli e malvestiti. Ma dico io, la dignità!!! Ma Otis Redding suonava in calzonetti? ma dico io...

TOOL O NINE INCH NAILS?
ODDIOKEDITARKULOOOOOOO!!!

SLINT O TORTOISE?
I SONICS PERLAMADONNAAAA!!!!
MOGWAI O BELLE & SEBASTIAN?Goldrake. Punto.
UNDERWORLD O CHEMICAL BROTHERS?'na puntarella co' l'alici ar cinqueeeee....
KINGS OF CONVENIENCE O IRON & WINE?Se proprio devo scegliere, scelgo il secondo.
BJORK O CAT POWER?E su, spocchiosi che non siete altro!! Cat Power! A me le talentuose scorreggie elettroniche di Bjork non hanno mai fatto cambiar giudizio.
NICK DRAKE O TIM BUCKLEY?Nick Drake, almeno non è morto per sbaglio.
BECK O DAMIEN RICE?t'aaa porto a' romanella a fine pasto?

JEFF BECK O ERIC CLAPTON?
Io dico Peter Green e se non sapete chi è potete anche dire in giro che non capite un cazzo di British Blues.
NEIL YOUNG O BRUCE SPRINGSTEEN?Domanda retorica per me, nonostante ami molto Neil Young.
JANIS JOPLIN O PATTI SMITH?È dura davvero, le adoro entrambe ed entrambe le scelgo.

PEARL JAM O ALICE IN CHAINS?
Eddie Vedder è una delle migliori voci dell'ultimo ventennio, sono divertenti, l'ho visti dal vivo e sono generosissimi, gli Alice in chains sono un po' depressini...

FAITH NO MORE O RED HOT CHILI PEPPERS?
Faith no more, i peppers sono fuffa!!!
FRANZ FERDINAND O BLOC PARTY?Ma perché, esiste anche qualcuno che è lacerato da dilemmi come questo? Ma qual'è l'importanza di questi gruppi? Siamo seri per favore (come dice l'on. Bondi....)

RAGE AGAINST THE MACHINE O KYUSS?
Kyuss, anche se “Killing in the name” era proprio una spaccatimpani di prim'ordine
PANTERA O SEPULTURA?ooo' voi er limonscellooo sur gelato????

SYSTEM OF A DOWN O QUEENS OF THE STONE AGE?
QOTSA.
COLDPLAY O MUSE?LA MORTE PER ENTRAMBI.
BLOC PARTY O ARCTIC MONKEYS?mmmmm deliscious....
FRANZ FERDINAND O INTERPOL?la STASI, o al limite il KGB.
THE NATIONAL O YEASAYER?The National sono sopravvalutati, gli altri chi cazzo sono?
AEROSMITH O DIRE STRAITS?Dire Straits perché gli Aerosmith sono i genitori dei capelloni anni '80 palette a punta, cotonamenti e fica tanta...

DAVID BOWIE O LOU REED?
MA L'AVETE MAI ASCOLTATO NEW YORK???? MA CHE DOMANDE SONO???

BLUR O OASIS?
I SONICS PERLAMADONNAAAA!!!!

U2 O VELVET UNDERGROUND?
Gli U2 mi hanno cambiato la vita, almeno in una occasione, i Velvet Underground sono più una questione culturale.
Ecco fatto.
E NON PERMETTETEVI PIU' DI FARE QUESTE COSE SENZA LA MIA PRESENZA!!!

27 luglio 2008

BUONGIORNO, EH?

Ma dico, ma voi l'avete mai letto il blog di Ernesto Assante, su Repubblica.it? Prima, qualche tempo fa, stava bene in evidenza. In coda alle notizie e notiziole (più le seconde delle prime, come al solito) c'era lui, il criticone nazionale, colui che tutto sa e tutto spaccia come novità, soprattutto i gruppi che la stampa inglese cerca da tempo immemorabile di sdoganare come rivelazioni del decennio (i nuovi Oasis, i nuovi Blur, i nuovi Who, i nuovi Radiohead, i nuovi Nirvana blah blah blah). A una certa bello pisellino se sveja e pensa Oh, ma guardate cosa c'è di nuovo. E nuovo non è, ma perché dovremmo dirglielo, tenerello?
Qualche giorno fa (un mesetto fa: il 30 giugno) insomma, il prode Assante, che come abbiamo capito è parecchi passi avanti a tutti, e persino a se stesso, è inciampato in un dilemma in cui nessuno - musicista, critico, semplice appassionato o ascoltatore, povero mortale insomma - avrebbe mai potuto cacciarsi.
Il rock è morto?, si chiede Assante, niente di meno e per CENTO RIGHE VENGHINO SIORI VENGHINO CENTO RIGHE (che però sono aperte da un disclaimer del tipo Ho scritto questo articolo di fretta Non ho avuto tempo di rileggere Non so se ho detto delle cazzate cose inesatte pure invenzioni) sproloquia sulle mode la difficoltà di definire il genere le varie correnti apparentemente incoerenti tra loro. Sostiene Assante, che il rock potrebbe essere morto nel 1991, all'uscita di Nevermind, di tali Nirvana, e - colpo di scena! - manco ci spiega il perché.

Non nel 1969 all'indomani di Woodstock e della massificazione della controcultura hippie ci si è fatti questa domanda (dopotutto lui non è Bertoncelli), né nel 1977 alla comparsa del punk, né alla metà degli anni 80, quando MTV ha ricacato nuovamente digerito e assimilato ogni accenno di ribellione contenutistica o linguistica o ogni aura di autenticità.
No, Assante, che è veramente di un altro mondo e noi NON CI ARRIVIAMO NEMMENO, sullo stesso sito che si trattiene a stento dal pubblicare l'analisi istologica di Amy Winehouse e il diario segreto di Pete Doherty (che è il pischello di Kate Moss, ed è famoso PER QUELLO), il 30 giugno 2008 si chiede e ci fa riflettere sull'eventualità che il rock sia morto.
Bravo Assante, te li meriti proprio tutti, i bei soldoni che ti danno.

E per concludere, perché non appiccicare uno youtube di un capolavoro nascosto, un esempio di grande eloquenza rock, un sigillo di spessore e contenuto? Che ne so, SEX DRUGS AND ROCK AND ROLL di Ian Dury?
Così, volendoci bene, perché non si è mai abbastanza Biscardi.

Ah, per chi volesse attingere di prima mano a cotanta saggezza e cotale avanguardistico pensiero, ecco l'articolo: cliccate
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